09 Mar 2011

Un boato di Silenzio!

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C’è una parola che ho sentito ripetere più spesso in tutti i set che ho diretto ed è: Silenzio! Infatti è difficile chiedere il silenzio perchè tutti lavorano fino all’ultimo secondo per migliorare la scena che andrà nel film. I macchinisti che devono coordinare i movimenti della macchina, l’operatore che cerca con l’assistente il fuoco giusto, il trucco, il parrucco, il direttore della fotografia agli elettricisti, gli attori che provano la memoria della parte che stanno per recitare. L’aiuto regista grida: Sileeenziooooo! Il primo urlo raramente ha successo, il secondo pronunciato a voce più alta e stentorea sortisce l’effetto di far zittire la prima linea dei parlatori. Infine il terzo che è un vero e proprio urlo di tarzan,  crea il silenzo, con un vago senso di colpa in tutti coloro che parlavano. E poi qualche volta si crea la magia e non serve neanche chiederlo una volta. Il silenzio si impone con la scena che si sta per girare. Esistono scene che posseggono nel loro dna il silenzio. Scene che mettono in gioco stati d’animo complessi e  magari dolorosi, scene che tutti ascoltano quasi senza fiatare. “In religioso silenzio.” Quando questo capita è come aver trovato un quadrifoglio, o il famoso Pizzaballa dell’album delle figurine Panini degli anni settanta, insomma, un  quasi miracolo. Oggi sul nostro set è successo, ed è stato un silenzio così assordante che ancora adesso mi fanno male le orecchie.

 

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